È in programma sabato 26 ottobre, presso la biblioteca civica “Aldo Moro” di Villasanta, il seminario con la cantautrice Patrizia Laquidara, intitolato “L’atto creativo” e organizzato nell’ambito della manifestazione “Parole al vento”, in corso di svolgimento al Cineteatro Astrolabio della cittadina brianzola. Il workshop è rivolto a tutti, anche a chi non ha alcuna esperienza professionale in campo musicale: è richiesta, infatti, soprattutto la voglia di mettersi in gioco, visto che il laboratorio è particolarmente adatto a chi, almeno una volta, si è commosso ascoltando una canzone, ha annotato un pensiero personale o ha tenuto un diario.

L’appuntamento è un’occasione per incontrare e confrontarsi con Patrizia Laquidara, una delle voci più originali e apprezzate della canzone d’autore italiana, e approfondire il tema del processo creativo: che cosa si mette in moto in noi quando diamo vita a una nuova idea che vogliamo realizzare? Che cosa blocca il processo creativo? Quali parti di noi si inceppano quando i nostri progetti non trovano lo sbocco per venire alla luce? Che cosa accade quando la paura di esporci e di mostrarci, il timore di non essere adeguati dà forma ad un corpo in tensione, a una postura sbagliata? «Faremo diversi esercizi fisici e lavoreremo sulla nostra voce, sul respiro – afferma l’artista veneta di origine siciliana – affinché diventi un compagno che ci aiuti a espanderci nel mondo, lavoreremo su un canto che è terapeutico anziché competitivo, sulle risonanze che troveremo in noi, nelle altre persone e nei luoghi che abitiamo. Ritroveremo il canto che ci ha accompagnato e che ci emoziona, la canzone che ci portiamo dentro o che vorremmo scrivere, anche soltanto nel nostro diario personale. È un cammino lungo quello che ci rende persone libere di realizzare i propri sogni, un percorso che ci fa rialzare dai buchi dove spesso cadiamo e che ci permette di rinascere, un cammino che a volte costa fatica ma che vale la pena intraprendere. Se tutto ciò avviene in compagnia, ancora meglio».

Nella prima parte del workshop, più fisica, l’attenzione sarà puntata sulla ricerca vocale e sensoriale: «In questa fase, il canto non viene inteso come performance, ma come strumento di connessione con se stessi e gli altri – continua Patrizia Laquidara – Nel cantare insieme non c’è competizione, anzi è necessario sviluppare al massimo l’attenzione verso l’altro e verso se stessi. Andremo alla scoperta di noi stessi, del nostro suono, attraverso esercizi, anche fisici, di percezione e di ascolto. Si lavorerà a migliorare la consapevolezza corporea, al fine di “sentire” in modo nuovo la propria presenza del corpo nello spazio senza trascurare la voce, esplorando i suoni del corpo e ciò che nel nostro suono può essere terapeutico per noi e per gli altri. Il tutto attraverso tecniche fisico-vocali e di rilassamento e grazie al canto di melodie ancestrali e filastrocche popolari, che ci insegneranno a far dialogare la voce con il silenzio, che è la materia da cui estrarre il suono. Faremo un viaggio tra le canzoni, mostrando come esse possono raccontare la storia, e un viaggio dentro “la nostra canzone”, lavorando a ciò che emotivamente ci dice un testo, una melodia. Poi ci soffermeremo sulla forma canzone. Che cos’è una canzone? Come ci parla intimamente un brano? Come parla di noi, quali sono le canzoni che ci accompagnano, che descrivono il mondo interiore ed esteriore che viviamo? Come vengono scritte? Come trovare il giusto modo di interpretarle? Qual è la nostra canzone? Come possiamo lavorare a un testo?».

Infine, la cantautrice lancia un invito ai partecipanti: «Portate con voi una o due canzoni in italiano, una o due “canzoni del cuore”, quelle che vi hanno emozionato, accompagnato o cambiato la vita, che vi hanno fatto ridere o piangere. Portate i testi delle canzoni da voi scelte, un blocco per gli appunti e una penna. È richiesto anche un abbigliamento comodo e caldo. Sarà possibile lavorare anche a brani di propria composizione».

Modalità d’iscrizione e costi

Il laboratorio ha una durata di sette ore (dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18) e prevede un numero massimo di 25 partecipanti. Per iscriversi è necessario inviare una email entro il 24 ottobre all’indirizzo direzione@ahumjazzfestival.com, indicando i propri dati anagrafici, i propri studi e il luogo di provenienza. Il costo è di 90 euro (50 euro per gli iscritti alla biblioteca civica di Villasanta).

L’iscrizione al corso dà diritto ad accedere gratuitamente allo spettacolo «Ti ho vista ieri» che Patrizia Laquidara terrà presso il Cineteatro Astrolabio di Villasanta venerdì 25 ottobre nell’ambito della quarta edizione della rassegna “Parole al vento” e a ricevere la AH-UM card, tessera associativa che garantisce sconti e facilitazioni per tutte le attività organizzate da AH-UM, tra cui gli spettacoli in scena all’Astrolabio, dove fino al prossimo 13 dicembre si esibiranno, oltre alla stessa Laquidara, musicisti, attori e scrittori quali Stefania Rocca, Raffaele Casarano, Mirko Signorile, Stefano Benni, Umberto Petrin, Claudio Sanfilippo e Gino Cervi.

L’artista

Siciliana di nascita e veneta d’adozione, cantautrice, scrittrice e occasionalmente anche attrice, Patrizia Laquidara è una delle figure più interessanti della scena musicale italiana. Il suo primo album è “Indirizzo Portoghese” nel quale spicca il pezzo “Per Causa D’Amor” in cui duetta con Mario Venuti: esce nel 2003 e le vale l’invito al Festival di Sanremo (categoria Nuove Proposte) durante il quale si aggiudica il premio Alex Baroni per la migliore interpretazione, oltre al Premio assoluto della critica Mia Martini. Nel 2005 esegue “Noite Luar”, brano portante del film “Manuale d’amore”. Nel 2007 pubblica “Funambola” (prodotto da Arto Lindsay, icona della musica tropicalista, e da Patrick Dillett), indicato dal comitato del Premio Tenco come uno dei cinque dischi più belli della stagione. Nel 2011 dà alle stampe “Il Canto dell’Anguana”, album-indagine sulle tradizioni musicali dell’Alto Vicentino che si aggiudica la Targa Tenco per il “Miglior album dialettale”.

Oltre a suonare in tutto il mondo, Patrizia recita in teatro e al cinema (nei film “Ritual – Una Storia Psicomagica” con Alejandro Jodorowsky e “Le Guerre Orrende”), duetta su disco o dal vivo con artisti internazionali (uno tra tutti, Ian Andreson dei Jethro Tull) e pubblica una raccolta di poesie dal titolo “Alphonsomangorey”. Nel 2013 vede la luce “Cara!”, album di cover dedicato alla musica brasiliana, di cui è interprete straordinaria. Nel 2018 arriva “C’è qui qualcosa che ti riguarda”, omaggio al femminile, alla bellezza, alla forza e alla fragilità, un album che unisce mirabilmente pop, canzone d’autore e suoni contemporanei. Lodato dalla critica e dalla stampa specializzata, il disco è tra i cinque finalisti per il “Miglior album in assoluto” del Premio Tenco 2019.

La rassegna “Parole al vento”

Prodotta da AH-UM e CONTROLUCE con la collaborazione del Comune di Villasanta e il sostegno di Fondazione Cariplo, “Parole al vento” è una manifestazione pensata appositamente per il Cineteatro Astrolabio di Villasanta, che nel corso dell’anno propone una fitta programmazione di spettacoli teatrali e musicali, proiezioni cinematografiche e conferenze.

Dal 2000 AH-UM opera nell’ambito della progettazione culturale e musicale, producendo esperienze creative e performative innovative in grado di generare valore e che abbiano una connotazione etica, socialmente responsabile e sostenibile dal punto di vista ambientale, svolgendo un importante ruolo di sviluppatore di sinergie tra artisti, pubblico, operatori del settore e istituzioni. CONTROLUCE è un’organizzazione capace di gestire, su tutto il territorio nazionale, interventi volti alla valorizzazione del tempo libero attraverso l’organizzazione e la gestione di spettacoli cinematografici, teatrali e musicali con interventi diretti di gestione o per conto delle amministrazioni comunali.

La direzione artistica di “Parole al vento” è di Antonio Ribatti, che ne è anche l’ideatore. Operatore attivo da oltre trent’anni in ambito culturale con vari ruoli (architetto, trombettista, fotografo, divulgatore, organizzatore, conduttore radiofonico, docente, produttore e dj), Antonio Ribatti collabora con numerose istituzioni e associazioni nazionali di rilievo come MIDJ, l’associazione dei musicisti italiani di jazz, e I-JAZZ, l’associazione nazionale che raccoglie alcuni dei più conosciuti e seguiti festival jazz italiani, ed è tra i fondatori, nel 2000, dell’AH-UM Milano Jazz Festival, evento residente dal 2010 nel quartiere Isola del capoluogo lombardo, secondo la formula del festival territoriale, capace di creare relazioni virtuose tra musicisti, operatori, commercianti e pubblico.