Crea sito

Anthony Valentino: passeggiando sul domani

Ho voluto parafrasare così il titolo del disco d’esordio di Anthony Valentino. Producer milanese, ma soprattutto chitarrista rock che approda finalmente ad un suo disco di inediti, un album che in qualche modo racchiude tutta la sua carriera e le sue mille origini di classico rock: si intitola “Walking on Tomorrow”, un’autoproduzione dal suono efficace e dalle tantissime derive che abbracciano il progressive come il metal. Un disco “antico” nel suo approccio reale, analogico, rock allo stato puro con anche liriche inglesi che cercano di celebrare a pieno la vita, l’amore, il futuro. Una copertina epica come anche un video ufficiale dai toni fin troppo pop che strizzano forte l’occhio a quel rock americano main stream. Un disco come fosse un bell’album di foto ricordi… dal passato e dalla sua consapevolezza possono arrivare solo passi solidi ed equilibrati nel futuro che arriverà domani.

SWZ: Un disco di grande rock. Inglese o americano? Qual è la tua naturale direzione?

AV: Sicuramente quando si parla di Hard Rock è fondamentale parlare di tutto ciò che è arrivato e che tutt’ora arriva dalla realtà americana e da quella inglese. Questi due Paesi infatti hanno combinato gli elementi fondamentali per la nascita del Rock; grandissimi gruppi anglosassoni ed americani ne hanno fatto la storia. Io amo le sonorità inglesi così come quelle americane, soprattutto degli anni ottanta e novanta ma, mio modo di scrivere e di comporre è probabilmente più influenzato dall’Hard Rock americano.

SWZ: E dunque una volta chiarite le latitudini dicci anche i protagonisti da cui hai sempre attinto, per la tua carriera ma soprattutto per questo disco?

AV: “Walking On Tomorrow” è un mix di emozioni così come un mix di stili che hanno profondamente influenzato il mio modo di comporre e di suonare. Arrivo sicuramente dalla scuola Hard Rock degli anni ottanta e novanta e dal Blues degli anni cinquanta e sessanta, ma anche il Punk, soprattutto il Punk Rock, ha avuto un notevole impatto su di me, così come l’Heavy Metal. Sono sempre stato un grande ascoltatore, anche qualche anno fa, quando era decisamente più complesso e meno a portata di mano l’ascolto musicale. Ho una ricca collezione di CD di tanti artisti e grandi band, Guns N’ Roses, Aerosmith, Bon Jovi, Europe, Led Zeppelin, Deep Purple, Alice Cooper, Jimi Hendrix, Chuck Berry, ACDC, Dire Straits, sono solo alcune delle mie influenze musicali, ma l’elenco è molto lungo.

SWZ: Parlare di rock oggi, in un’era digitale… non senti di indossare panni ormai in disuso?

AV: No, non credo. Sicuramente in Italia il mondo Rock è, probabilmente, meno esplorato, ma basta affacciarsi al di fuori dei nostri confini nazionali per vedere quanto il Rock sia ancora vivo nel mondo. Poi ovviamente, per cultura musicale, ci sono Paesi in cui il Rock è ancora oggi un genere di riferimento a differenza di altri. In Italia, anche nella grande epoca d’oro, quando i Led Zeppelin conquistavano il mondo, l’Hard Rock era considerato un genere di nicchia. Il mio modo di comporre si rifà senz’altro allo stile degli anni ottanta e novanta, che per me restano anni immortali e di assoluto riferimento.

SWZ: Come ti confronti con il pubblico che ormai “parla solo la lingua dei computer”? Il mondo analogico contro il mondo digitale… oppure il rock non morirà mai, ne come suono ne come dialogo?

AV: Di certo il Rock non morirà mai in nessuna delle sue forme. La genuinità e la spontaneità che vive nel Rock è destinata a vivere per sempre. Oltre ad essere ascoltato comodamente da casa, il Rock è un genere che ha bisogno di esprimersi live, perché lì avviene la vera sintonia con il pubblico; quando suono live, è proprio il pubblico che ho davanti a generare la giusta connessione, affinché il mio modo di intendere Rock possa essere espresso. Quindi posso dire di aver sempre avuto un bel rapporto con il pubblico, anche negli anni passati, prima della pubblicazione di “Walking On Tomorrow”. Detto questo, siamo sicuramente nell’era digitale ma c’è una grande fetta di pubblico che ama e vive l’analogico allo stesso modo di come si viveva anni fa.

SWZ: Un titolo emblematico: “Walking on Tomorrow”. Cosa significa di preciso?

AV: Per me è sempre stato fondamentale il concetto di costruzione nella vita, ho sempre pensato che se mi fossi impegnato ed avessi costruito un buon presente, avrei potuto guardare al futuro con ottimismo; il senso del titolo è sicuramente racchiuso in questo concetto, ovvero nella costruzione. “Walking On Tomorrow” è il mio primo album solista, è il mio viaggio e l’esplorazione delle mie emozioni ed esperienze. La scelta di realizzare un album solista è stata dettata proprio dall’urgenza di comunicare con me stesso, nell’introspezione più totale. Nell’album racconto i miei stati d’animo, sogni, paure, desideri ed esperienze; era quindi importante per me raccontare il passato e vivere il presente, dando però uno sguardo sul domani.

SWZ: E come mai questa copertina molto “fumettistica”? Posso dirti che somiglia poco con il disco che rappresenta? Ma penso sia una scelta voluta… qual è la chiave di lettura?

AV: Il viaggio è sicuramente l’elemento cardine del disco e quindi anche della grafica presente in copertina. Spesso, quando ci si guarda dentro, non tutto quello che si trova piace, molto spesso si deve fare i conti con le proprie debolezze e con i propri demoni; quindi il viaggio introspettivo può essere davvero arduo, quasi un luogo angusto. Ogni elemento grafico presente in copertina è infatti un simbolo di questo viaggio; e così, la città deserta e decadente rappresenta il viaggio solitario, la notte rappresenta la ricerca di me stesso al buio e quindi, metaforicamente parlando, in una condizione nella quale è difficile poter osservare chiaramente le risposte che cerco, il teschio in alto, in trasparenza, rappresenta la paura, il rischio e poi, in fondo, alla fine del cammino, c’è una bellissima luce che illumina il percorso ed è proprio quella luce che rappresenta il domani; costruire bene e con fatica oggi per poter avere un domani migliore.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: