Lo scienziato Robert Kerans fa parte di una squadra di ricercatori diretta dal colonnello Riggs che ha l’incarico di perlustrare quel che resta di intere città sommerse dalle acque in seguito a una catastrofe naturale di dimensioni straordinarie. Una sessantina di anni prima delle tempeste solari hanno causato un surriscaldamento globale che a sua volta ha prodotto lo scioglimento dei ghiacci polari e quindi un innalzamento delle acque a livello planetario. Ora, con temperature roventi, tropicali anche ai poli, e in mezzo a lagune malsane, ci si trova di fronte a metropoli irriconoscibili, precipitate come sono in un’atmosfera primordiale, e ai sopravvissuti di una civiltà scomparsa, psicopatici, malnutriti, contaminati dalle radiazioni.

(POSSIBILI SPOILERS)

15 Agosto

Fin da subito ci viene descritta una delle tante città reduce del cataclisma che eppure, tra le rovine, nasconde nuove forme di vita, esseri enormi, primordiali, quasi come se il mondo stesse involvendo, come dice lo stesso protagonista. Ciò che si nota di quest’uomo, fin dal principio, è la placida rassegnazione che lo invade. Come il mondo è caldo, opprimente, ostile, così lo stile sembra risentire del medesimo calore senza però risultare sgradevole. È forse un po’ troppo lento, descrittivo, ma è affascinante…

28 Agosto

Ed è affascinante anche la decadente processione dei pensieri del protagonista… Più che di azione (in pratica non ce n’è) è la psicologia ad avere la meglio. Affascinante è anche la teoria del dottor Bodkin (collega del protagonista), il quale ritiene che in un mondo che retrocede verso il primordiale anche la mente umana faccia altrettanto recuperando, dal subconscio e dalla genetica, atavici comportamenti e memorie perdute… L’essere umano in fondo non dimentica nulla ed è la somma delle esperienze dei suoi avi. Ma ciò che porterà (se è davvero così) questo “risveglio” di ataviche memorie, è tutto da scoprire!

13 Settembre

In questo mondo “Involuto” che posto hanno gli esseri umani? Possibile che la memoria atavica prenda il sopravvento regalando sogni ancestrali simili per contenuti a chi si ritrova immerso in questa “nuova” e “antica” natura? Possibile eccome! Ripeto: non è un libro d’azione. È filosofia. È psicologia. È immergersi nelle torride temperature che paiono rallentare persino il tempo… Il razionale non esiste più, non nel modo consueto… Strano libro.

14 Settembre

La narrazione pare risentire sempre di più delle temperature torride che tengono in scacco il pianeta e che vanno aumentando nel luogo in cui i nostri protagonisti hanno scelto di restare. Sono consapevoli che saranno isolati dalla civiltà, che non avranno modo di salvarsi, ma sono anche convinti di essere in una sorta di “transizione evolutiva”. Come dice il dottor Bodkin: “Questa è la nostra zona di transito: qui, in realtà, stiamo riassimilando il nostro passato biologico.”

Fa la sua comparsa il recuperatore di tesori Strangman e il suo equipaggio… Sarà sicuramente fonte di guai.

15 Settembre

Geniale o fuori di testa? Non so proprio come definire questo libro. In ogni caso, tutti i personaggi di questo romanzo hanno una psiche devastata o modificata dai cambiamenti climatici. L’instabilità umorale di Strangman, improntata alla vuota, malevole, cupidigia, si contrappone (come la due facce della stesse medaglia) alla rassegnata inerzia di Kerans (il protagonista), votata soltanto all’introspezione speculativa…

Più vado avanti nella lettura e più il romanzo perde quel qualcosa di affascinante che mi aveva attratta al principio. Aumentano le perplessità, come il senso di angoscia… Finisco il libro con un senso di sollievo.

COMMENTO FINALE

Da un pretesto fantascientifico (non più di tanto, se si considerano i problemi climatici degli ultimi tempi), si inizia un viaggio nella follia umana… una discesa senza speranza verso una ricerca di evoluzione che è invero un’involuzione. A tratti pesante e lento, il romanzo è volutamente decadente. Ammetto le mie perplessità.

VOTO 3/5