Aries Field – “The Halo Behind The Sun”.

Secondo album per Aries Field, e primo album che esce con una line-up ristretta ad un solo membro, Fabio Stroppa, che si occupa di tutto il lavoro musicale e lirico che sta dietro questo album. Interessanti i testi, che descrivono l’Asia durante il periodo della Seconda Mondiale, e anche la musica non è da meno, offrendoci quindici episodi in cui il metal e l’hard rock sono rivisti da questo musicista in una ottica progressiva e al passo con le attuali tendenze musicali, con band come Alter Bridge e Metallica come riferimenti, ma anche qualcosa che riporta al progressive puro di Symphony X o Dream Theater.

L’album ha vari intermezzi, se così possiamo chiamarli, alternati ai brani veri e propri. Tutto ciò è funzionale al concetto stesso di concept album e accompagna l’ascoltatore attraverso non solo al concetto semplice di album e canzoni, ma potremmo idealmente parlare di album “cinematografico”, vista la quantità di elementi messi nel calderone da questo artista, e la sensazione che si ha dinnanzi a questo prodotto è proprio quella di travalicare i puri confini musicali, abbracciando un’opera d’arte a tutto tondo, molto ricca in ogni dettaglio e sfumatura, proprio come fosse un film.

Bella tecnica anche. dobbiamo dire, e tanta fantasia nel concepire un disco che risulta anche vario e non annoiante, tenendo sempre l’ascoltatore in una zona di non prevedibilità, e questo è probabilmente l’elemento che va più apprezzato in questo disco. A livello vocale, però, Fabio non risulta particolarmente dotato, e questa è una piccola pecca che di sicuro non affossa il valore dell’album in esame, ma purtroppo non gli consente di decollare definitivamente.
Potremmo in questo senso consigliare di affidare in futuro le composizioni ad un cantante più dotato, ma ci teniamo anche a sottolineare che anche così il tutto funziona bene, e che si tratterebbe solo di ulteriori migliorie ad una base già più che soddisfacente.

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Post Author: soundwaveszine