La band romana dei Daimon D. ha pubblicato da poco l’album “Clouds As A Shelter” per la Ghost Record Label. Un sound che sprigiona adrenalina a tutto spiano concedendo anche all’ascoltatore momenti più intimi e noi della redazione di Soundwaves abbiamo fatto una bella chiaccherata conil combo Alternative Grunge per carpire qualche info in più sulla band e sul loro album.

SWZ: Perchè Daimon D.?
DD.: Perchè rispecchia noi e il nostro spirito. Daimon è il demone dentro ognuno di noi che ispira la passione e la creatività. E noi siamo tutti un po’ instabili e vittime delle emozioni che poi ci spingono a creare.

SWZ: Com’è nata l’idea di questo disco ?
DD.: Questo disco nasce dalla voglia di realizzare un viaggio all’interno dell’animo umano e di come subisce le emozioni e ne è in alcuni casi vittima.

SWZ: I cambi di Line Up hanno influito il vostro sound originale e se si, in che maniera ?
DD.: Beh senza dubbio hanno influito. Ogni musicista porta con se il proprio io e il proprio bagaglio di suoni ed emozioni. Sicuramente all’inizio del nostro percorso il nostro suono tendeva più verso il rock classico, poi man mano siamo arrivati alla line up e al suono attuale.

SWZ: Come stanno accogliendo i vostri fans questo nuovo lavoro ?
DD.: Bene, nei sostri live abbiamo sempre buoni feedback quindi sicuramente non ci lamentiamo.

SWZ: Cosa ne pensate della scena musicale Italiana in generale ?
DD.: Vuoi veramente una risposta? Ottima… In italia ci sono artisti con la “A” maiuscola che fanno ottima musica… Ma nessuno ne conosce il nome perchè solitamente suonano davanti a una ventina di persone… Poi c’è il mainstream. Se parliamo di quello siamo messi veramente male… Costruiti a tavolino, tutti uguali, senza idee nè contenuti, di una banalità quasi scioccante.

SWZ: Cosa ne pensate delle Cover/Tribute bands ? Si dice che tolgono “lavoro” alle bands DIY, siete daccordo ?
DD.: Assolutamente no, il problema non è di chi suona, ma della mancanza di cultura di chi ascolta. Dalle nostre parti preferiamo sentire canzoni che conosciamo anche se eseguite male (perchè sfido chiunque a suonare come Queen o Guns n’ Roses e dirmi che sono uguali), piuttosto che ascoltare pezzi che non conoscono ma eseguiti bene. E di conseguenza chi si avvicina alla musica cosa fa? Cerca il soldo facile… E’ più semplice leggere uno spartito eseguire ed essere pagati che doversi scavare dentro, trovare qualcosa di vero e nostro, cercare di portarlo in musica e trovare un palco su cui farla ascoltare.

SWZ: L’episodio clou che ha determinato la nascita della band ?
DD.:
Sicuramente l’incontro con Fiore (bassista). All’epoca venivo da un altro progetto che mi aveva lasciato un po’ di amaro in bocca e non avevo una gran voglia di ricominciare da zero. Avevo trovato alcune persone con cui fare qualche prova, ma erano persone senza vera voglia nè fuoco dentro. E poi ho incontrato Fiore e lì è scattato qualcosa… Siamo entrati immediatamente in sintonia artistica e abbiamo trovato l’entusiasmo di mettere in piedi qualcosa di serio. Di momenti bui ce ne sono stati, ci siamo trovati senza pezzi di band più volte e ogni volta sembravamo al capolinea, ma ci siamo sempre rialzati e alla fine il premio è arrivato.

SWZ: Lasciate un messaggio a chi legge la vostra intervista!
DD.:
Vivete le vostre emozioni ogni momento. Spesso aspettiamo sempre che avvenga qualcosa domani invece di vivere le emozioni di oggi.