Lasciare la strada vecchia per quella nuova è timore di molte anime che preferiscono snobbare l’adagio per restare in approdi già noti, ignorando però che solo demolendo la fortezza delle proprie convinzioni, si possano restaurare concetti e visioni di vita. La premessa è d’uopo per inquadrare il senso recondito di “The house marring” , nuova fatica di Hide Vincent (Mario Perna). Un poker di braniche lasciano scorrere un fiume introspettivo, con scritturali sponde paraboliche ed insenature viscerali. Alla foce, troviamo “Barely naked” , dal tocco vellutato e raccolto, osannato da seducenti violini, assoluti protagonisti e finissimi ricamatori del brano. Piano rarefatto, con un filo di synth sono la base di “Come up” per suggestioni sospensive e dolenti, in cui l’interpretazione di Hide Vincent assume gli aspetti internazionali dei grandi songwriters. Tra i concetti percepiti nell’opera c’è , sicuramente, quello che adagiarsi sugli allori è senz’altro un rifugio comodo ma poco evolutivo della persona ed anche per questo che l’artista salda le 4 tracce con il collante ideologico del concept-e.p. e l’invito a re-settarsi è talmente vitale e rinnovante che non va trascurato. Il singolo “Drop the glass” miscela folk con accorata ballad, in un clima inquieto, punteggiato da liriche aspre che riflettono i toni di relazioni naufragate al top dell’intesa e la conseguente instabilità a saperlo gestire e valorizzare. La semplicità del video, girato completamente in una stanza, è molto eloquente: una donna in piedi che subisce taciturna il distruttivo potere delle parole ed incapace di reagire in un’oscura vessazione implacabile. Un flusso ovattato distingue la conclusiva “Home alone”, che decolla nei sentieri ponderativi dei Coldplay e sulle corde vocali di Steve Garrigan dei Kodaline. Brano d’alta classe che rapisce a presa rapida per l’influenza espressiva sull’anima. Un attento ascolto di “The house marring” fornirà utili indizi per “deturpare la casa” delle proprie certezze per ristrutturarle, importantando, sicuramente, il buono da salvare ma, al contempo, innestando nuovi componenti acquisiti per ri-amalgamare il cammino esistenziale con slanci inediti, atti a varcare (finalmente) i tanti limiti che circoscrivono il nostro essere.

MAX CASALI

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