Potente, Tagliente, e soprattutto devastante queste sono alcune delle caratteristiche che si potranno ascoltare nell’album di debutto dei romani Khali, “Tones Of The Self Destroyer”.
Un disco suonato sul filo di un prepotente Post Hardcore che non lascia scampo ai deboli di cuore e badate bene non c’è un preavviso in modalità smancerie melodiche, qui si inizia con il botto e si termine con il botto, senza lasciare fiato a chi avrà la fortuna di ascoltare le nove tracce che compongono l’album pubblicato per la Ghost Label Record.
La capacità di esecuzione dei tre ragazzi e sorprendente riuscendo con facilità a creare figure ritmiche che apparentemente sembrerebbero caotiche, ma che alla fine dei conti generano un suono composto e ben definito, grazie anche alla qualità della registrazione sopra la media.
“Tones Of The Self Destroyer” è impreziosito dall’uso ponderato di suoni campionati che ne arricchiscono il sound generale.
Chitarre alla massima potenza ben sorrette da soli vorticosi che testimoniamo buona padronanza tecnica, tutto ben sorretto da una voce preparata e che svolge il compito ben riuscito di esaltare al massimo le tracce.
“Rage”, “The Life”, “The Core”, usato come singolo di punta sono solo un piccolo esempio di come si possa ottenere il massimo del risultato con semplicità e originalità.
Passando anche da brani più articolati come “Hypo Crisis” , “Vulture Gods” dove un orecchio esperto e attento può carpire la complessità dei brani suonati con una facilità disarmante.
Una sinergia interna alla band testimoniata dalla buona riuscita di questo album che non deve assolutamente mancare nella bacheca degli amanti del genere, ci fà capire che l’underground italiano è vivo e vegeto.

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