Benchè la Capitale pulluli di bands, appare difficile mettere in mostra, se non si hanno i giusti appoggi, una proposta sonora che esuli dal prevedibile e proprio per questo che oggi poniamo notevole fiducia nel quintetto di La Scala Shepard. Perché? Avete, per caso, sottomano colletivi che, in appena quattro anni di militanza , sferrano un esordi eclatanti simili a questo “Bersagli”? Un gruppo che, dalla tradizione cantautorale trasloca la classe, dal british-rock l’essenza e dall’indie l’orlatura amena non è constatazione di poco conto. Accendono la miccia con l’intro di “Potesse esplodere questa città” per poi andare a marcare pregiate sonorità british con intensità preminente: un singolo compatto e fortificato con brillantezza. Dalla “Camera con vista” si gusta un panorama ballad mascherato da sfoghi incalzanti ed elettrizzanti. Un loop inquieto serpeggia nel tessuto di “Paranoia”, in cui l’apparato sonoro sprizza lussuose velleità esecutive: qui c’è poco da star tranquilli. L’assedio indie della band si stempera con “Caduta libera”, che fila senza indugi, come un’oasi ristoratrice. D’accordo, la vita sarà solo “Un giro di giostra” ma viene voglia di starci su, godersela cosi e non scendere più, mentre in “Groove 2” e nella conclusiva “Bersagli” ricamano pizzi di Baustelle ma con un tocco frenetico in più, per ritagliarsi evidenti personalismi che strappano l’applauso. Invece, le tranquille “Via duprè” e “Dall’altra parte” ribadiscono la fonte stilistica del combo romano: un fine cantautorato abbellito, per l’occasione, con delicata stoffa narrativa. Specifichiamo subito che, titolare un brano “Capolavoro” non è indice di autocelebrazione ma, bensì, è l’emblema dell’album: il brano più rappresentativo in termini emotivi, centrando il binomio vocale uomo-donna con la duplice fascinazione calma/esplosiva . Come è logico che sia, sta ora ai Nostri blindare l’estro dimostrato per non farsi saccheggiare idee dal pericolo dell’appagamento. Ci sono nuovi “Bersagli” da puntare, scoccando altre mirabolanti frecce ispirative per continuare a fare centro: mirate bene!

MAX CASALI