Lorenzo Semprini – “44”

Dopo vent’anni d’espressivita in inglese, ad un certo punto della carriera è facile che si possa avvertire l’esigenza di ricorrere all’idioma natìo per editare la prima avventura solista, come nel caso riguardante il riminese Lorenzo Semprini, militante tutt’ora nella band Miami&The Groovers, con all’attivo quattro albums con loro. Ebbene, qualche piccolo germoglio scritturale di prova in italiano e, pian piano, il Nostro realizza che i brani girano bene, decidendo cosi di raggrupparli, oggi, nella prima prova in solitaria “44” . Ma cosa rappresenta il numero a doppia cifra? I gatti in fila col resto di due ? Si scherza….Invece, facendo i seri , è una cifra che nella sua vita ha incrociato più volte, stimolando non poco la sua curiosità e scoprendo che (tra l’altro) s’associa alla “prigione” e alla “interazione con gli angeli” , secondo la smorfia e i numeri angelici. Con la dozzina dei brani previsti, si apprezza la penna equilibrata di Lorenzo nel saper delineare quadretti sempre “borderline”: vivido ma non troppo, in bilico tra il concreto e l’essenziale, tra l’affronto tematico e l’accettazione consapevole ma non rassegnato.
Sono 12 porte aperte sui risvolti del vivere , che spifferano un tornado di vissuti e sensazioni comuni, poco incline all’adulterazione immaginaria. Lancia i contenuti con “Equilibrio fragile”, pennellata con accordi costanti dai colori malinconici, mentre sa indubbiamente graffiar bene anche con la coppia rock ”Lei aspetta” e “Adrenalina” . Il discorso prosegue con i due singoli “Occhi singoli” e “Rimini 85”: il primo espresso con una ballad energica; l’altro miscela un narrato d’amarcord con proiezioni future eleggendolo,cosi, come un punto cardine dell’opera, similarmente a “Gospel rain” che riflette il suo amore per il sound folk a stelle e strisce . L’eroicità dell’album è rappresentata da “Johnny il solitario”, un tipo “errante” che nella vita sbaglia, tenta e ritenta e corre con fardelli addosso ma riuscendo, comunque, a vagare con piglio lucido. Ricorrendo a echi di steel-guitar, armonica e suggestivo climax americano, Lorenzo si congeda alla grande con quella sua vocalità pienamente intima, che ricorda il Luca Barbarossa più maturo e credibile.
Grazie al contributo di 22 splendidi musicisti (tra i quali: Alex Valle, Federico Mecozzi, Elisa Semprini, Antonio Gramentieri , Vanessa Peters, Diego Sapignoli ) Semprini scocca il primo dardo solista centrando meritatamente il bersaglio qualitativo. Se il buongiorno si vede dal mattino… la prospettiva futura di “44” è più che radiosa.

MAX CASALI

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