Mezzalibbra: una “Cometa” prima di tutto.

Esordio assoluto per Davide Corneli, alias Mezzalibbra. Un esordio che si intitola “Cometa”: un singolo di un pop d’autore efficace e trasparente che porta la firma della produzione artistica di Cristiano Romanelli degli UMMO. E a leggere questo nome ci saremmo aspettati una trasgressione maggiore che facesse deragliare il sound verso limiti pop decisamente poco quotidiani. Ed invece “Cometa” sembra un brano davvero “pulito”, senza presunzioni e con quelle leggere venature di blues che contaminano la linea vocale… anche complice una timbrica che di certo ricerca da se, quasi d’istinto, quel particolare scenario. Parleremo del futuro di questo singolo e non solo…

SWZ: Primissimo passo in questa scena indie italiana. Il tuo primo impatto? Hai trovato cose che ti aspettavi? Beh certo… sei solo all’inizio… ma come prima impressione?
M:
Come prima impressione posso dirmi estremamente soddisfatto del lavoro svolto. Approfitto dell’occasione ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato e sostenuto in questo piccolo primo passo: gli UMMO, l’associazione #nonsiamosoli e tutte le persone che hanno creduto in me. E’ fantastico vedere il proprio singolo che cresce, che viene ascoltato. Penso sia il sogno un po’ di tutti gli artisti.

SWZ: E da ascoltatore, che cosa senti in giro? Come la vedi la musica che si muove intorno?
M:
Sento cose belle, ma anche cose brutte. Sono sicuro che qualcosa si stia muovendo e che la curiosità piano piano stia “tornando di moda”. Vedo band ed artisti emergenti che stanno iniziando a farsi sentire, grazie anche a nuovi canali che danno loro la possibilità di uscire dal guscio. Parlando dei Live, penso che si sentano in giro troppe tribute band, le quali non lasciano spazio a nuove realtà crescenti. E’ triste limitarsi a suonare in una tribute band solo per guadagnare soldi facili. Penso che sia più giusto investire su se stessi e su quello che si ha da dire.

SWZ: Un primo singolo che ha forte la vena del pop d’autore italiano. Perché questa direzione artistica?
M:
Penso che il pop sia un genere aleatorio, ma è il modo migliore per poter lanciare un messaggio così diretto. Ho semplicemente cercato di fondere sonorità Rock con un po’ di Soul per poter esprimere nel migliore dei modi il messaggio. Questo singolo è il risultato.

SWZ: E le tracce soul che troviamo? Non hai pensato di sposare a pieno queste soluzioni?
M:
Ci ho pensato. Nei prossimi brani, vorrei lavorare di più su sonorità Blues e Soul. Sono i generi con i quali sono cresciuto e sono quelli che mi hanno lasciato di più dal punto di vista artistico. Basti pensare che sono un amante di Marvin Gaye, Sam Cooke, Otis Redding ed altri cantanti dalla voce indimenticabile. Sarebbe magnifico poter applicare alla mia musica queste sonorità. Non sarà facile, ma posso contare su una band di persone fantastiche, i Ciò Che Resta, che sicuramente saranno determinanti per la riuscita del progetto.

SWZ: Inevitabile chiederti del futuro. Dopo questo singolo?
M:
Ho tantissimi impegni adesso, tra cui università e lavoro ma sicuramente punterò ad un album. Adesso io e i Ciò Che Resta stiamo lavorando sodo per poter produrre un buon prodotto. Aldilà poi dei risultati, sarà una bella esperienza per tutti noi e credo valga la pena buttarsi. E’ il mio sogno da sempre quello di dedicarmi alla musica e adesso che ne ho la possibilità, sono pronto. Sognare è gratis, giusto?

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Post Author: soundwaveszine