Roberto My [Intervista]

La storia di Roberto My inizia negli anni ’90, quando fonda i Volcano Heart, band indie-psych-rock che ha realizzato 2 demo (il secondo è stato demo del mese per Rumore di novembre 1996), partecipazioni a compilation di culto (“Metal Machine Muzak” della label Gamma Pop, insieme a Massimo Volume, Cut, Ulan Bator e Three Second Kiss, tra gli altri), un album omonimo autoprodotto nel 2002 e un Ep, “Afternoon Pleasures”, uscito nel 2005.
Dopo lo scioglimento dei Volcano Heart, My intraprende la carriera solista e si cimenta nella rilettura di alcune canzoni del gruppo in chiave semi-acustica. Da qui nasce la voglia di scrivere pezzi nuovi e di tornare a suonare con una band.
“Flares” rappresenta un nuovo inizio per Roberto, che in questo album sperimenta nuove soluzioni sonore e dà forma compiuta alle sue idee.

SWZ: Presentati ai nostri lettori !
RM: Sono innanzitutto un appassionato di musica. Uno che ascolta e fa musica per sentirsi vivo. Ho iniziato a suonare in una band a 17 anni e se penso che sono stato quasi dieci anni senza far musica ancora non ci credo. Tutto qui.

SWZ: Come nasce un brano ?
RM: Non c’è una ricetta unica. Sicuramente è spesso un’esperienza che parte in solitaria. Anche quando suono con una band di solito il primo abbozzo del brano lo faccio da solo. Una volta mi capitava spesso di scrivere una canzone partendo da una serie di accordi suonati con la chitarra acustica e poi provando ad aggiungere una linea melodica per il cantato, un tema per la chitarra o un assolo. Negli ultimi anni, e quindi anche per quest’ultimo disco, qualche volta parto da un riff di chitarra elettrica, una cellula melodica che poi registro e faccio suonare in loop, iniziando a ricamarci sopra con gli accordi e la voce.

SWZ: Se abbiamo capito bene c’è stata una battuta di arresto di circa dieci anni !
RM: Anche di più, se contiamo gli anni che sono trascorsi tra questo mio nuovo “Flares” e “Afternoon Pleasures”(2005), l’ultimo lavoro dei Volcano Heart, la band indie-psych rock che ho fondato a metà anni Novanta e che mi ha accompagnato per tutto il periodo in cui sono vissuto a Bologna, città in cui io, salentino di origini, mi sono trasferito per frequentare l’Università. Sciolti i Volcano Heart a causa di un nuovo trasferimento a Roma, per motivi lavorativi, dopo aver ripreso a scrivere e a suonare in solitaria per un paio d’anni, sono finalmente riuscito a tornare in studio a registrare un nuovo disco con una band. Ho provato una grande gioia a reimmergermi nell’atmosfera dello studio di registrazione, anche perché ho avuto il piacere di registrare con Danilo Silvestri nel suo studio a Roma, il Green Mountain Audio.

SWZ: Adesso sei tornato con “Flares”. Che cosa ti aspetti dalla critica ?
RM: Il disco è uscito il 18 gennaio nei negozi e già ha raccolto diverse recensioni positive, anche su riviste e webzine di un certo peso (Rockerilla, Radiocoop, Onda Rock etc.). Di questo sono stato ovviamente molto contento. Spero continui così e che di “Flares” si continui a parlare.

SWZ: Cosa ne pensi della scena musicale Italiana in generale ?
RM: Che nonostante l’infatuazione di massa per l’Indie italiano o per i talent, c’è ancora una scena “alternative” che è viva e vegeta. E io mi son sempre sentito parte di questa. Non per un desiderio di essere di “nicchia” a tutti i costi. Non ho nessun problema con la popolarità (e credo che le nostre canzoni abbiano un potenziale anche “pop”) l’importante è che la si raggiunga senza snaturare se stessi, piegandosi al gusto del momento. Per me fare musica vuol dire non scendere a compromessi. E’ il mio angolo di piena libertà! E ringrazio la nostra etichetta, I Dischi del Minollo, di avermi dato la possibilità di tornare in pista e di supportarmi in ciò che amo più: il fare musica.

SWZ: Preferiresti 30 date in Italia o 15 all’estero ?
RM: Ne preferirei anche solo 10, Italia o estero non conta, purchè siano esperienze intense, suonando per un pubblico di appassionati.

SWZ: Chi sono i tuoi compagni di avventura ?
RM: Ho preparato e registrato “Flares” con l’aiuto della mia amica Micol Del Pozzo al basso e di Pasquale Montesano alla batteria. Nel disco ci sono poi due ospiti che in passato hanno fatto parte dei Volcano Heart: Federico Festino che suona il piano elettrico in “World of Sound” e “My Sign on You” e Gianluca Varone che suona il sax tenore in “My Sign on You”.

SWZ: Saluta i nostri lettori come preferisci
RM: Ragazzi nutritevi di musica! E nel vostro menu inserite anche il nostro “Flares”. Non ve ne pentirete!

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