Silversnake ci parla del suo nuovo lavoro e non solo

Artista poliedrica, Micaela Battista – in arte Silversnake Michelle – muove i primi passi della sua carriera nella recitazione, che studia presso il Teatro Nuovo di Torino con Renato Liprandi prima, e poi presso il Tangram Teatro sotto la guida di Ivana Ferri e Bruno Maria Ferraro. Partecipa quindi a numerosi spettacoli teatrali, cimentandosi sia in ruoli drammatici (Lady Macbeth tra gli altri) sia nell’interpretazione di ruoli brillanti.

SWZ: Ciao Micaela. Parlaci un po’ del tuo percorso musicale dagli inizi ad oggi!

MS: Ciao a tutti!! Dunque il mio percorso musicale è iniziato quando nel 2010 andai a cantare nel Cori Civici di Milano. Poi con un’amica formammo una cover band , ma io ogni tanto proponevo delle mie melodie scritte da adolescente. Dopodichè sentivo che avevo qualcosa di mio da dire e scrissi il primo brano: Silversnake. Una presentazione del mio alter ego. Me lo arrangiò Dario Arena. Registrammo un demo nel 2012. Dario mi incitò a scrivere altri brani. Lo feci. Avevo un passato doloroso da vomitare. Scrissi altre canzoni e oltre a Dario incontrai altri musicisti, come Daniele Marchetti, tuttora mio partner musicale, che parteciparono agli arrangiamenti. Nacque così pian piano “So in my mind…” il primo album

SWZ: Quali sono le tue fonti di ispirazione?

MS: Principalmente immagini, visioni e sogni. Infatti tra gli artisti che mi danno ispirazione vi sono più pittori che artisti musicali. In particolare la metafisica e il surrealismo.

SWZ: Hanno un filo conduttore i quattro album che hai pubblicato?

MS: Si gli album sono legati tra loro. I titoli stessi formano una frase se messi in sequenza. Le tematiche sono svariate, ma il filo conduttore è la mia storia nel tempo. Sono fotografie dell’anima. Il mio ieri e il mio oggi.

SWZ: Come nasce un tuo brano di solito?

MS: Parto sempre dalla melodia che poi influenza il testo. Spesso mi si chiede “ma come fai a comporre senza uno strumento musicale?” E io rispondo che la voce è lo strumento musicale per eccellenza, quello che sgorga dall’anima ed è il più versatile in assoluto. E con quello compongo tutte le linee. Poi trascrivo la melodia insieme ad un arrangiamento minimo. Per quanto riguarda il testo, le parole non sono casuali devono avere anche loro una musicalità che si appoggia alla melodia. Sono dirette e crude, ma talvolta il messaggio nel suo insieme è criptico.

SWZ: In questi anni come si è evoluto il tuo sound, ci sono stati grossi cambiamenti rispetto al passato?

MS: Sì cambiamenti ce ne sono stati. Sono partita con un rock anni 80 per passare ad un album abbastanza Prog e oggi ho virato sul rock pop. Mi piace sperimentare, ma oggi rispetto al passato ho una maggiore esigenza di comunicare e arrivare al pubblico. Ho bisogno di una maggiore semplicità. Di essere diretta e schietta, non solo con i testi ma anche con le melodie. Il che non significa che non vi sia accuratezza, ma meno “contorsionismi musicali”. Oggi è così…domani chi lo sa.

SWZ: Hai mai pensato di scrivere un testo in Italiano?

MS: Si, ci ho provato cercando di trasporre alcuni brani in italiano, giusto per curiosità. Forse l’inglese mi appartiene di più anche in base agli ascolti del passato e del presente. Ogni lingua ha una sua musicalità e assume un significato profondo diverso. Dovrei cambiare il modo di usare le parole e le melodie….forse un giorno, ma non ancora.

SWZ: Quali sono i tuoi piani più immediati?

MS: Stiamo cercando di creare degli eventi e dei concerti un po’- come dire…diversi dal solito, ovviamente Covid-19 permettendo. Abbiamo aperto con Daniele Marchetti una piccola “factory di Silversnake Michelle” dal nome SNAKE MACHINE, che si occupa proprio di questo. E naturalmente stiamo lavorando al prossimo album.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: