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Ulvand – “The Origins”

Arrivano da Tolosa e propongono un gothic metal con l’ausilio di una voce femminile che si va ad affiancare a quella maschile in growl. I due cantanti sono Béran (voce femminile) e Serge (voce maschile), anche bassista della band. Completa la line-up Wilfried, che si è occupato di drum machine e chitarra. Da varie info in rete apprendiamo che questa band arriva da altre esperienze comuni precedenti a livello musicale, e che successivamente siano arrivati a concepire gli Ulvand, il cui monicker, tradotto, significa “spirito del lupo”.

Dopo aver quindi rodato i propri motori già in anni di esperienza, anche sui palchi, questi tre artisti danno vita ad una nuova realtà e il risultato è questo primo ep, “The Origins”. Chiariamo subito una cosa: questo disco è davvero bello, ottimo sotto il profilo della cura dei dettagli, perfetto nei suoni e presenta anche una band sicura di quello che vuole fare. Quello che vuole fare è dell’ottimo gothic metal, ma che cerca di guardare ad un pubblico più ampio e cerca di espandersi anche al di fuori dell’audience metal. I continui innesti elettronici e la melodia che apporta la cantante sono segnali importanti, ovvero che la band vuole piacere a più gente possibile. Io non vedrei questa cosa come negativa, o come troppo ruffiana. In fondo, gli Ulvand, sono coerenti con le radici del genere che propongono, ma hanno il grande dono della sensibilità artistica che può portarli a varcare dei confini sicuri, ma un po’ troppo delimitati del metal. 

In ogni caso le chitarre e la batteria sanno come colpire duro durante tutto l’album, ed è proprio il contrasto tra melodia e potenza l’arma vincente di questa band. Sanno trasportarti emotivamente con bei vocalizzi e arrangiamenti, ma in sottofondo la potenza tipica del metal non manca mai. Il suono è sempre molto heavy e scuro, e quindi rientrano a pieno diritto nella categoria dark/gothic metal.
Dovessi scommettere sul futuro della band, io dico da ora che cercheranno di rendere la propria proposta ancora più “open mind”, e quindi non rimane che aspettare e vedere. Un ottimo inizio, non c’è dubbio.

Tracklist:

  1. Human Zoo
  2. Chrysalis
  3. 7 Virtues
  4. Valhalla
  5. Despair
  6. Una Vida

REDAZIONE

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