Cecina è un comune del livornese, patria dei Vostok, formazione attiva dal 2012 con un album omonimo alle spalle, predecessore del recente “Smania”: Ricorrono alla musica per notificare fatti e misfatti provati che si sono susseguiti negli ultimi tempi, auspicando di trovare l’empatia condivisa per abbracciare l’adagio del “mal comune mezzo gaudio” o per accomunarsi con un sorriso. Stille di chitarra elettrica sono il prologo per accendere la miccia del singolo “Ridatemi novembre” con robusto tessuto strutturale. Inoltre, si svuotano scheletri dagli “Armadi” vomitando invettive a fior di pelle con chirurgica abrasione. Per “Boban” il discorso è un po’ diverso: gli strali di grido si alternano a quelli parlati , evitando clichè ripetitivi. Nel momento di arare terreni ballad, ecco che il cinismo di “Primavera” è celato in una narrazione all’apparenza tranquilla. Invece, “Militare” è una serrata galoppata rock verso l’inadeguatezza esistenziale che semina rimpianti , anche verso la mancata naja, tanto bistrattata ma forse capace di insegnarti qualcosa. Quest’album ha pareti salde e le nove tracce hanno efferatezza moderata e un’incisività che le rendono coese , con un’energia prorompente ed indiscutibile, asfaltando le mezze misure concettuali. “Confo” calza chitarrono a go-go per un’episodio che sa tratteggiare con pertinenza le peculiarità dell’emo-core. Unendo le venature ossessive dei Blood Brothers e pregevoli varianti melodiche, “T.” è decisamente un pezzo singolare per la sua imprevedibilità. L’ultimo colpo di “Reni” è sicuro candidato a prossimo singolo poiché prende all’istante per saldezza dinamica ed empatia emozionale e risulta una scelta felice collocarla a chiusura dell’opera. Sotto una cappa frustrante, i Vostok hanno espulso con “Smania” i loro racconti con ammonizioni alla vita, cosi faticosa e grigia da navigare, con tanti colori oscuri benché si realizzi presto che di questi si anela l’arrivo per trovare nella loro “freddezza” nuovi stimoli per poterla re-interpretare al meglio delle nostre potenzialità: cosi è, se vi pare…

MAX CASALI

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